CHETONI ESOGENI: sono utili al dimagrimento

Facciamo chiarezza su questi integratori che sono la

Cosa sono i CHETONI ESOGENI?

Dal punto di vista chimico, un chetone è una molecola che contiene un gruppo funzionale con struttura R2C=O, dove “R” può essere costituito da un’ampia varietà di sostituenti a base di carbonio. Dal punto di vista biologico, invece, i chetoni vanni distinti in base alla loro funzione. Quelli contenuti negli integratori hanno fondamentalmente un ruolo "energetico" e, seppur in piccolissime quantità, sono gli stessi prodotti dal nostro corpo anche in condizioni di equilibrio nutrizionale. 

L’aumento “anormale” dei corpi chetonici si verifica soprattutto a causa della mancanza di ossalacetato (un intermedio del ciclo di Krebs) che tende a “bloccare” l’acetil-CoA durante il processo. In termini semplici, per instaurare la chetosi alimentare, è indispensabile ridurre i carboidrati nella dieta, controllare l’apporto delle proteine (diversi amminoacidi hanno funzione neoglucogenica) aumentando al contempo i grassi.

Per approfondire questo argomento e come impostare una dieta chetogenica corretta, leggi questo articolo.

Proprietà e benefici dei chetoni.

Come scritto nel paragrafo precedente, i chetoni esogeni assolvono primariamente un ruolo energetico. Quindi, se l’obbiettivo della relativa integrazione fosse di velocizzare la perdita di massa grassa, tale integrazione non avrebbe senso.

La chetosi alimentare ha la peculiarità di "interferire" con la normale attività del sistema nervoso centrale, in quanto, una volta raggiunta la concentrazione utile, i chetoni bloccano parzialmente la sensazione di fame, esercitando un effetto definito "anoressizzante". Ciò potrebbe andare a favore della restrizione calorica. Peraltro, gestendo correttamente il bilancio calorico generale, i corpi chetonici permettono di godere di una certa sensazione di benessere e maggiore concentrazione, anche se non esistono evidenze scientifiche al riguardo e queste condizioni sono abbastanza soggettive (effetto placebo). I produttori di questi integratori ipotizzano che i corpi chetonici permettano di ridurre il catabolismo muscolare, risparmiando così massa muscolare durante un processo di dimagrimento, ma anche questa ipotesi non ha delle vere e proprie evidenze scientifiche.

Sono utili al dimagrimento?

Sfatiamo subito questo mito: I CHETONI ESOGENI NON FANNO DIMAGRIRE. E' la restrizione calorica che permettere di perdere peso.

Prima di tutto, l’assunzione di chetoni esogeni non aumenta l’utilizzo metabolico dei grassi. In secondo luogo, la loro integrazione fornisce calorie, il che aumenta l'introito calorico e, come ribadito prima, per dimagrire è invece essenziale ridurre l’energia introdotta, instaurando un bilancio calorico negativo.

La dose di somministrazione dei chetoni esogeni considerata efficace è pari a 12 g, che, in teoria, sarebbe in grado di innalzare il livello di corpi chetonici a livello ematico addirittura del 300%, permettendo al corpo di entrare in uno stato di chetosi in 30 minuti. In realtà, è necessario assumere più porzioni al giorno di chetoni esogeni, in modo da mantenere lo stato di chetosi. 

I chetoni esogeni aiutano, quindi, nel raggiungimento dello stato di chetosi, ipoteticamente senza seguire la dieta chetogenica. Quello che è certo è che questi integratori vadano ad innalzare i livelli di chetoni nel sangue e quindi si è portati a pensare che i chetoni esogeni possano aiutare a raggiungere tutti i benefici di una dieta chetogenica, compresa la perdita di peso. Nella pratica, la spiegazione è molto semplice: la maggior parte di questi integratori vengono venduti come sostitutivi di pasto, permettendo il consumo di pasti ipocalorici. Quindi, il dimagrimento, è dovuto all'introduzione di meno calorie giornaliere e non a un effetti dimagrante vero e proprio dei chetoni esogeni.

I chetoni esogeni fanno male?

Se la loro scarsa utilità non costituisse un deterrente sufficiente al consumo, buona parte dei potenziali acquirenti potrebbe rimanere scoraggiata dal costo elevato di questi prodotti. L’effetto collaterale più comune dei chetoni esogeni è rappresentato dai sintomi gastrointestinali, come ad esempio la diarrea. Questo effetto collaterale è comune anche ad altri integratori che magari non sono ben tollerati. Inoltre, anche se, come scritto precedentemente, è difficile credere di poterlo instaurare con il solo utilizzo di integratori, in uno stato di chetosi, aumenta la filtrazione renale, la diuresi e quindi una maggior tendenza alla disidratazione. È per questo, infatti, che nelle diete chetogeniche si consiglia generalmente di bere molto. Se ciò valesse anche per i chetoni esogeni, assumerli con gli integratori sarebbe ancor più paradossale.

L’uso di chetoni esogeni è inoltre potenzialmente sconsigliato in caso di:

  • gravidanza,
  • allattamento,
  • accrescimento,
  • compromissioni epatiche e renali,
  • diabete mellito tipo 1,
  • alcune terapie farmacologiche,
  • certe patologie neurologiche.

Come potete ben capire, in un soggetto normale, non ci sono evidenze scientifiche rilevanti che questa tipologia di integratore faccia bene o male. La domanda da porsi è se ne valga veramente la pena spendere determinate cifre per prodotti di dubbia utilità senza ragionare sul fatto che, forse, sia meglio cambiare il proprio stile di vita e il proprio approccio alimentare.

 

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